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La finestra ticinese del Bistrò dei racconti ha riunito martedì 20 gennaio una dozzina di persone interessate dalle misure coercitive presso il ristorante Casa del Popolo a Bellinzona. Tra i presenti si è creato un ottimo ambiente, favorito da un pranzo conviviale nel corso del quale è stato gustato un eccellente risotto accompagnato da un buon bicchiere di vino. Al momento del caffè i partecipanti hanno dato vita al Bistrò dei racconti, nel corso del quale si è parlato di luoghi, quelli dell’anima, in cui ci si sente bene nella propria pelle e a proprio agio: le testimonianze e le storie raccontate sono state intime ed emozionanti. Di seguito c’è stato un momento dedicato a interviste e fotografie dei presenti che lo hanno desiderato. L’incontro si è concluso con la lettura di una poesia scritta da Susanita, di cui vi riportiamo il testo.

 

Il mio titolo di un pensiero: Il ricordo che non ha il diritto di essere ricordato.

Il mio ricordo che non è un ricordo, ma una sensazione.

Quel dolore che non ha ricordi, ma solo sensazioni.

 

Da piccola, mi ricordo che fissavo il muro.

I muri della cucina.

Contavo tutti gli angoli.

Cercavo di sfuggire a quella prigione che mi ospitava.

Famiglia si chiamava, quella famiglia.

 

Ricordo che non mi ricordo di niente.

O quasi niente.

Qualcosa mi impediva di respirare.

Solo un pensiero: cosa succedeva?

 

Ho costruito castelli nella mia mente.

Cercavo di sopravvivere con i colori che mi circondavano.

 

Oggi mi ricordo di aver dimenticato tutto.

Un ricordo che non è un ricordo,

ma un puzzle incompleto.

 

Sapere che mia mamma era viva mi ha fatto sentire in colpa.

Quella colpa che non poteva trovare una via d’uscita.

 

Il mio ricordo da grande che non mi fa essere felice,

ma mi fa sentire intrappolata in un urlo senza eco.

 

Mi sento sola in una società dove il trauma non può essere vero.

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